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Il Cozzo del Pellegrino

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Racconto fotografico di Mario Greco

Questo bel racconto fotografico di Mario Greco ci regala immagini bellissime di scenari mozzafiato della catena del Pollino. Grazie di cuore per aver collaborato fornendo anche i testi del racconto e le didascalie delle foto.       (v. note)
                                                                                  N. Bilotta

Introduzione

Il Cozzo del Pellegrino rappresenta il cuore geografico del massiccio omonimo, noto anche come “Monti di Orsomarso”, e la sua massima elevazione montuosa (la vetta raggiunge i 1987 m). La mole massiccia del Cozzo del Pellegrino sovrasta l’abitato di San Donato di Ninea: arrivando in auto, lo si scorge stagliarsi nitidamente alle spalle del paese, ammantato di estese foreste di latifoglie.
Risalendo, sempre in auto, lungo la strada asfaltata (ma in più punti malmessa) che da San Donato conduce ai piani di Lanzo, un elemento caratterizzante del paesaggio sono i castagneti da frutto e poi, man mano che si sale, i boschi di ontano napoletano.
Il nostro itinerario parte dal rifugio vicino i piani di Lanzo, purtroppo chiuso ormai da anni. Il sentiero da seguire inizia sulla destra poco prima di arrivare al rifugio; dopo qualche centinaio di metri si arriva ai piani di Lanzo veri e propri, ovvero una radura in mezzo agli ontani ed a qualche faggio. Qui nel 1990 è stata posta la statua della Madonna del Pellegrino

Madonna del Pellegrino

Dalla radura fanno capolino dietro le cime boscose le vette della Muletta e della Mula

La Muletta e la Mula fanno capolino dal bosco

Proseguiamo il cammino lasciandoci la statua della Madonnina sullasinistra. Il sentiero quasi sparisce nel bosco, diventa solo una traccia accennata, ma qua e là c’è qualche “segno di conforto” bianco e rosso, tipico della segnaletica di montagna

"segno di conforto" tra gli ontani ci indica il sentiero

Il bosco e ed sole del mattino creano un gioco di luci veramente splendido

Sole tra i faggi

e ci sorprenderemo spesso ad osservare i monumenti naturali dai quali saremo circondati

vetusto faggio contorto e vecchio albero tagliato segno del passaggio dell'uomo

Poco più avanti il sentiero sbuca su una stradella sterrata (un po' bruttina a dire la verità, stona un po' con l'aria selvaggia del luogo). Seguiamo la stada e svoltando sulla sinistra iniziamo a salire sul versante orientale della montagna

parete rocciosa del Cozzo del Pellegrino

Il bosco si infittisce di nuovo e quando di tanto in tanto si dirada, lo spettacolo è mozzafiato. Si intravede tutta la parte settentrionale del massiccio del Pellegrino e la splendida catena del massiccio del Pollino

parete rocciosa del Cozzo del Pellegrino

Uscendo dal bosco ci ritroviamo in una radura denominata "Piani di Puledro", da dove inizia ad intravedersi la cima della nostra meta.

Piani di Puledro

Da qui, salendo verso la cima, la montagna diventa “nuda”: il bosco lascia spazio ai prati ed alle rocce

quasi in cima, a sinistra il limitare del bosco

La vista che si gode ora è a 360 gradi su tutta la parte settentrionale della Calabria. Sono ben visibili tutte le montagne principali del parco del pollino, la catena
costiera e l’acrocoro silano. Il tutto è incorniciato dal mar Jonio e dal mar Tirreno.

Note

Foto, testi e didascalie sono di Mario Greco che li ha gentilmente concessi per la pubblicazione.

v. 7.4.2
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